Affidati a Rizzani de Eccher e Implenia i lavori della fase 2 della costruzione del grattacielo firmato Renzo Piano.
(10/02/2010) Ieri il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, presieduto da Enrico Salza, ha individuato le imprese che eseguiranno i lavori di costruzione della torre progettata da Renzo Piano per ospitare il nuovo centro direzionale del gruppo bancario.
Le imprese scelte per i lavori di elevazione del grattacielo sono l'italiana Rizzani de Eccher e la svizzera Implenia.
I lavori affidati ieri da Intesa Sanpaolo costiuiscono la fase 2 della realizzazione della torre di 38 piani e inizieranno in primavera. Infatti nel mese di aprile sarà terminata la fase 1, iniziata nel dicembre 2008, relativa agli imponenti scavi e dei diaframmi di fondazione.
Il nuovo grattacielo sarà alto 166,26 metri, quindi più basso della Mole Antonelliana e della nuova sede della Regione Piemonte, e ospiterà al suo interno più di duemila dipendenti della
Banca.
Il progetto del complesso direzionale, realizzato nella sede parigina del Renzo Piano Building Workshop (RPBW), comprende anche un parcheggio interrato di più di 300 posti e spazi fruibili anche dai cittadini quali nella parte bassa dell’edificio un caffè e l'auditorium ed in vetta il ristorante, lo spazio espositivo, il bar elaterrazza panoramica, racchiusi nella serra bioclimatica.
Per i dipendenti verranno realizzati anche i servizi dedicati alla formazione, il ristorante aziendale, un asilo nido ed un'area fitness affacciati su un ampio giardino interno.
Sul fronte della sostenibilità ambientale e energetica, il grattacielo di Piano prevede di adottare circa 1900 metri quadrati di pannelli fotovoltaici di ultima generazione, che saranno collocati sulla parete sud della struttura, e un impianto di climatizzazione che sfrutterà l’energia di scambio con l’acqua di falda senza emissioni nocive in atmosfera.
germagnano
31/07/2010 - alle 14.22.17
basta con questo provincalismo tutto torinese ,vogliono fare qualcosa di grandioso in questa citta' paese e facciamoglielo fare ! sento parlare di ombra di oscuramento delle alpi,ma che cazzate! poi magari quelli che parlano abitano in quei qurtieri antichi come il centro storico dove tra un palazzo e l'altro ci sono 4 metri e se ti cambi le mutande quello dello stabile di fronte ti vede! ma finitela preistorici torinesi la citta' cambia le future generazioni vogliono qualcosa di diverso,torino ha una lentezza economica e architettonica che fa paura !! una volta che qualcuno vuole fare qualcosa di imponente vi spaventate fate ridere!
Francesco
29/07/2010 - alle 18.47.04
Non riesco a capire perchè al termine modernità debba essere associato per forza il concetto di sviluppo in verticale degli edifici urbani: oltretutto nel caso specifico, per i residenti sono un costante problema i rumori del cantiere, e lo saranno dopo per il traffico e l'ambiente, oltre che per il cono d'ombra sul giardino adiacente, unico spazio verde rimasto nel quartiere. Prima di inneggiare alla modernità bisogna capire il contesto e la fattibilità e regolarità delle opere che si realizzano.
foresta antonello
24/07/2010 - alle 13.38.16
anche torino deve avere il suo bel simbolo di modernita,dobbiamo finirla di essere provinciali,è vassalli di milano.Dei milanesi invidio a loro velocita' nel essere operativi ,ecco quale e'la loro marcia in piu'.come mai non vedo lavorare nel cantiere del s.paolo?forse un ripensamento?
Francesco
01/07/2010 - alle 13.22.22
I dati forniti dai committenti del progetto non corrispondono al vero e sono stati formulati su parametri precedenti a quelli dell'approvazione del progetto. In particolar modo non sono vere le informazioni fornite sull'impatto ambientale(oltretutto il progetto ha avuto il via libera nonostante manchi ancora la pubblicazione della valutazione di impatto ambientale), sui dati relativi al traffico e sul cono d'ombra. Sarebbe quanto meno opportuno che Intesa-San Paolo considerasse tutte queste osservazioni che già ripetutamente le vengono poste.
rubello cataldo
14/02/2010 - alle 15.28.34
finalmente una costruzione innovativa a torino dove a causa di questi soliti ambientalisti la citta e rimasta fossilizzata agli anni 70
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giuseppe
01/08/2010 - alle 10.51.19
L'idea di modernità del SPaolo è legata al secolo scorso: il grattacielo. Il mito verticale che rimanda a potenza, la torre di Babele che denota forza e offre impatto, insomma nulla di meglio che utilizzare riferimenti elementari anziche offrire di se, un'immagine di modernità ed efficienza che ad esempio si sposi maggiormente con le caratteristiche (non certo veticali) della città. A Bilbao, per fare il museo di belle arti non hanno fatto grattacieli ed il risultato è stato sicuramente positivo........SPaolo guarda avanti o al passato?