Porcellane Imperiali, dalle collezioni dell'Ermitage

Fino al 14 febbraio Palazzo Madama ospita tre importanti servizi da tavola in porcellana del Settecento, provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo.

I servizi sono stati realizzati dalle più famose manifatture europee, Berlino, Sèvres e Wedgwood, ricevuti in dono dagli zar o da loro commissionati per le residenze imperiali e per offrirli a influenti personaggi della corte.

TORINO
Palazzo Madama
Piazza Castello

dal 01/12/2009 al 14/02/2010

Orario:
Museo Civico d'Arte Antica
da martedì a sabato: 10-18
domenica: 10-20
lunedì chiuso
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Scalone e Corte Medievale
da martedì a sabato 9-19
domenica 9-20
lunedì chiuso

Ingresso:
Museo Civico d'Arte Antica
Intero: 7,50 Euro
Ridotto: 6,00 Euro
Ingresso gratuito per i possessori della carta Abbonamento Musei Torino Piemonte e Torino Card

Scalone e Corte Medievale
Ingresso libero

Informazioni:
Palazzo Madama
Tel. 011.4433501
Sito dell'evento

L’esposizione "Porcellane Imperiali, dalle collezioni dell'Ermitage" coincide con l’anniversario della visita dello zar Nicola II in Piemonte, nel 1909, quando fu stipulato l’Accordo segreto di Racconigi relativo alla situazione politica dei Balcani, visita che il Castello Reale di Racconigi ricorderà con la mostra “I giorni dello CZar”. La Fondazione CRT ha garantito sostegno e collaborazione alla realizzazione di queste iniziative di respiro internazionale.

Il Servizio di Berlino fu prodotto tra il 1770 e il 1772 in Germania, come dono per Caterina II, Caterina la Grande, che fu imperatrice di Russia dal 1762 al 1796.

Il servizio si compone di gruppi e figurine da centrotavola, piatti a forma di foglie o ornati con una raffinata decorazione rocaille che incornicia scene di vita militare.

Il Servizio dei Cammei venne commissionato da Caterina alla Manifattura Reale di Sèvres, nel 1776, per farne dono al principe Potemkin.

Sul vivace fondo turchese emergono il monogramma della zarina “E II” (la lettera iniziale del suo nome in russo, Ekaterina) e la riproduzione a rilievo e a pennello dei cammei greci e romani, pietre incise con teste di profilo e figurine, che Caterina raccoglieva con vorace passione nella sua collezione di antichità.

Il Servizio Green Frog fu realizzato dalla manifattura di Josiah Wedgwood nel 1773 – 1774, sempre su commissione di Caterina: il nome Green Frog deriva dalla piccola ranocchia verde che compare sul bordo di ogni pezzo.

Il servizio era infatti destinato al Palazzo Tschesme, residenza imperiale extraurbana costruita per ordine di Caterina in una zona paludosa, detta La Grenouillère (ranocchiaia o palude delle rane). Sui pezzi sono raffigurate in bianco e nero eleganti vedute di palazzi, abbazie, castelli e parchi inglesi. È realizzato in “Queen’s ware”, un tipo di terraglia inventata da Wedgwood come variante più economica della porcellana.


Completa l’esposizione un imponente centrotavola di Pierre-Philippe Thomire (1751-1843), orafo e scultore al servizio della corte francese dall’Ancien Régime alla Restaurazione. L’insieme è composto da un grande surtout, vassoi, coppe, alzate e candelieri in bronzo dorato, con piani in specchio e cristalli.

Protagonista della mostra è Caterina la Grande, principessa tedesca che aveva sposato lo zar Pietro III, sostituendosi poi a lui nel governo del paese con l’appoggio di una parte della corte. Colta e vivace, Caterina promosse una grande riforma del sistema giudiziario e amministrativo russo, rese l’Impero una potenza dominante nel Medio Oriente e sul piano culturale strinse rapporti diretti con i protagonisti dell’Illuminismo europeo, Diderot, Voltaire e D’Alembert. La sua attenzione alla cultura europea ben si manifesta nello straordinario gruppo di servizi da tavola esposti in mostra, nei quali sono rappresentate le più importanti manifatture europee di porcellana del momento.

L’allestimento ricreerà la suggestione delle tavole imbandite nelle corti europee nel Settecento, apparecchiate con il servizio detto “alla francese”. Ogni pranzo era infatti articolato in “servizi”, che consistevano in imponenti sequenze di piatti disposti tutti insieme sulla tavola e dai quali i commensali si servivano. Al termine di ogni sequenza la tavola veniva sgomberata, ad eccezione del centrotavola, e apparecchiata con un nuovo insieme. Il momento del pranzo rappresentato nella nostra mostra è l’ultimo, quello calmo e raffinato nel quale si gustavano i gelati, le creme, le composte di frutta e, infine, il caffè.

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